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Storia

 

Cenni Storici su Sicignano degli Alburni

 

Sicignano è un incantevole centro di origine romana sorto all’incirca nel 450 a.C., come testimoniano gli scavi che hanno portato alla luce una necropoli di età romana. Ebbe il suo massimo splendore in età medioevale quando divenne borgo fortificato con un castello appartenuto alla famiglia Giusso. Nel XVIII sec. il feudo di Sicignano apparteneva alla famiglia dei Falletti e nel 1806, in seguito alla distruzione da parte dei Francesi, il borgo fu ricostruito da Ferdinando IV di Borbone. Solo nel 1928 al nome di Sicignano si è aggiunta la denominazione degli Alburni.

 

Il primo documento con l'intestazione di Sicignano

 

La prima attestazione documentaria di Sicignano si ha in un documento di donazione (datato 1086). Il conte normanno Asclettino di Sicignano, signore di Polla († 1086), dona alla badia di Cava dei Tirreni il monastero di S.Pietro e la chiesa di Santa Caterina, posta nel Castrum Pollae

 

Le frazioni

 

Attualmente Sicignano degli Alburni conta 3.333 abitanti (dati aggiornati all'1 aprile 2009). Il Comune è composto da 5 frazioni maggiori e numerose località:

  • Castelluccio Cosentino: Sorge su un isolato picco vicino alla catena degli Alburni, a 500 m s.l.m., affacciando sull'autostrada A3, e con di fronte Galdo. Le abitazioni hanno mantenuto un aspetto rurale ed al termine della strada si trova una piazza panoramica. Conta una piccola fermata sulla linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro immersa nell'area boschiva delle rive del Tanagro.

 

  • Galdo degli Alburni: (o semplicemente Galdo), si trova ai piedi degli Alburni (349 m s.l.m.) ed a ridosso dell'abitato di Sicignano, sotto il burrone del suo castello. Sorge non lontano dalla SS 19 e di fronte a Castelluccio. L'abitato ha costruzioni prevalentemente rurali e conta una stazione a circa 3 km sulla linea ferroviaria Sicignano-Lagonegro.

 

  • Scorzo: (in cilentano 'O Šcuorzo) Sorge sulla SS 19 a 400 m s.l.m., a circa 2 km da Zuppino ed è la maggiore frazione comunale, composta per la maggiore da abitazioni moderne. Da Scorzo parte la strada provinciale che raggiunge Sicignano.

 

  • Terranova: La più piccola frazione sicignanese sorge a 2 km dal capoluogo, a 600 m s.l.m. e prominente alla strada provinciale. L'abitato ha un aspetto rurale e la strada che lo collega è un piccolo ponte in porfido.

 

  • Zuppino: Sorge sulla SS 19, al bivio per la stazione ferroviaria di Sicignano e lo svincolo autostradale, a circa 350 m s.l.m. Dista 3 km da Galdo e 2 da Scorzo ed è composta prevalentemente da abitazioni moderne.

 

  • Località e Contrade: Acqua della Battaglia, Acqua Salice, Arestusa, Bauso, Buonocanto, Casale, Cerzolle, Colasoria, Corticelle, Galdo Scalo, Giungarico, Padula, Padule, Patricella, Pellicara, Piesco, Rotale, S.Arsenio, S.Croce, S.Giovanni, S.Licandro (Sicignano Scalo), Taverna Castello, Tempa delle Ginestre, Tempe, Varamanna, Vignali.

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Briganti e Alburni

un binomio che ci accompagna nella storia del nostro risorgimento, nella storia meridionale, la nostra storia.

Brigante : dove e quando ha inizio questa definizione? Furono i Francesi a regalarci questo termine, da una regione del nord della Svizzera chiamata Brigantia.

Ma che ruolo ebbero i briganti prima dell’unità d’Italia? Erano soldati di ventura assoldati dal Re delle due Sicilie ( Il Regno di Napoli) a guardia dei confini del Regno.

Dopo il passaggio di Garibaldi con il pretesto di unificare l’Italia cacciarono il Re Borbone, il meridione veniva completamente derubato e oltraggiato dalla politica del nuovo governo.

Paesi interi bruciati e spogliati delle loro ricchezze, a queste ingiustizie  alcuni paesi insorsero attaccando i Municipi che imponevano nuove tasse per arricchire il governo Piemontese.

Distruggevano il tricolore e innalzavano la bandiera gigliata dei Borboni.

A queste reazioni presero parte i nostri compaesani chiamati Briganti : Gaetano Tranchella, Francesco Nicastro, Scarapecchia Nunziante D’Agostino, Raffaele D’Ambrosio, Gaetano Mauro, e tanti altri giovani si unirono per difendere la loro terra.

Appoggiati e finanziati dalla chiesa seguirono  il motto  “ Fac et spera”, iniziarono l’avventura con l’intento di riportare sul trono il Re Borbone e cacciare l’invasore Piemontese.

Per un decennio il meridione fu insanguinato da combattimenti contro l’esercito Piemontese.

Purtroppo i nostri eroi traditi da un loro compagno di nome Caruso, sorpresi nei loro nascondigli venivano trucidati senza alcuna pietà.

Braccati giorno e notte, alcune bande si ripararono sugli Alburni che offrivano nascondigli sicuri, erano luoghi inaccessibili.

Il tempo, il freddo e la fame fiaccarono le loro ambizioni di libertà, capirono che oramai era una causa perduta, perché  contro avevano un esercito meglio armato, appoggiato da potenze straniere. Alcuni si costituirono altri non fiduciosi riuscirono ad emigrare negli Stati Uniti d’America dando inizio alla prima grande emigrazione del secolo…………

La storia l’hanno scritta i vincitori , a noi rimane il grande orgoglio di rimanere : BRIGANTI………………..-

Francesco Monaco

 

COMUNE DI SICIGNANO DEGLI ALBURNI

 Indirizzo: VIA  MARIO PAGANO                                                                       

Centralino: Tel. 0828.973002  

fax: 0828. 973500                             

                                          protocollo.sicignanodeglialburni@asmepec.it     

 

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